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La prima volta che ho sentito parlare di Anuk, è stato circa tre anni fa. Laura Pelletti, se ne era innamorata già dal primo momento che la vide. Ne parlava in continuazione. Laura all’epoca divideva la sua vita con Fabio, Nicky e Bri, ma il suo sogno era quello di aggiungere alla sua famiglia una figlia di quell’amore di Anuk. Così per un anno ancora ci ha, insistentemente, parlato di Anuk. Poi il lieto evento. Anuk partorisce e Laura decolla a Genova per vedere i cuccioli. Senza farla troppo lunga, dopo due mesi il suo sogno si è avverato, Jaminamaredinverno era parte di sé. Dopo pochi giorni ho conosciuto la piccola nero-focata. Per quanto Laura fosse perduta per Jam, non smetteva di parlare di Anuk. Il tempo passa e un bel giorno chi vedo spuntare al campo?... Anuk direte… e invece no… era Oceano, un fratellino di Jam. Ma la sorpresa più grande fu quella di vederlo accompagnato da Elisabetta Rombolà… era un po’ che conoscevo Elisabetta, ma era molto tempo che non la vedevo. Di lei mi ricordavo un amore perduto per i jack russel, o meglio, per Paddino. Vederla con un cane di otto mesi del peso approssimativo di trenta chili, è stato sconvolgente. Nel guardarla non credevo ai miei occhi, non era l’Elisabetta che avevo conosciuto tempo addietro, un meraviglioso cambiamento era avvenuto in lei. La prima domanda che mi venne da farle non fu: come stai?... ma: chi ha operato il miracolo?.. Fra una risata e l’altra, abbiamo ricominciato a frequentarci. Elisabetta, come Laura, parlava di Anuk. La mia curiosità cresceva giorno dopo giorno. Finalmente nell’autunno passato, conosco Anuk. Non ricordo se Stefano Lovati me la portò direttamente al campo o se prima la fece conoscere a Paolo, sta di fatto però che appena la vidi, me ne innamorai perdutamente. Anuk: corporatura importante, fiera nel suo portamento, sicura nel rapporto con le novità, salda di nervi, lucida, equilibrata… non potevo non dire a Stefano: mi raccomando lavoraci. Anuk all’età di cinque anni e mezzo, da signora dei ring di bellezza si è trasformata in equilibrato cane da lavoro. Oggi 26 aprile il suo CAL. Eguaglia i suoi figli Jamina e Oceano. Diviene il sesto Hovawart in Italia ad aver superato la prova. Ad accompagnarla la sua conduttrice Elisabetta Rombolà, il suo allevatore Stefano Lovati e il suo preparatore Paolo Caldora. Ad Elisabetta e Stefano, l’onore di parlarci di Anuk. Elisabetta Anouk è la mamma di Oceano, quindi è già speciale per questo! Quando è arrivata a far parte della mia vita, per motivi logistici contingenti un po' dopo le altre cane di Stefano, ho visto scendere dalla macchina una cana un po' cicciona, lo sguardo dolce e smarrito in così tanta novità, lo cercava con gli occhi in cerca di rassicurazione, ma non per se stessa o per lo meno non solo, lo cercava per accertarsi che il suo unico e grande amore non le sfuggisse di nuovo. Avevo già intrapreso il mio percorso di lavoro con Oceano e fatto con lui il CAL, così per aiutarla a superare l'imbarazzo del trasloco e delle novità, ho chiesto a Stefano se me la lasciava condurre. Non essendo mai entrata in un campo di lavoro, non riuscivo a spiegarle cosa volessi da lei, eppure avevamo iniziato dalle piste, la cosa più naturale, ma lei mi guardava smarrita. Allora una mattina dopo aver tracciato il piccolo percorso, mi sono messa a 4 zampe accanto a lei ad annusare, lei mi ha guardato perplessa, poi ha iniziato ad annusare con me ed abbiamo fatto quei pochi metri di pista naso a terra e fianco a fianco; da allora Anouk non ha più sbagliato una pista ed oggi è talmente sicura di quello che fa che mi tocca trattenerla, altrimenti diventa superficiale. L'obbedienza le viene spontanea, così come il riporto e lavorare gli esercizi con lei è il miglior insegnamento che potessi sperare di avere su quattro zampe. Limpidissima nelle sue reazioni, tu sai di aver fatto bene la tua parte, perché lei esegue in modo eccellente la sua, se non lo fa o lo fa male, puoi star certa di aver sbagliato qualcosa. Con il morso è stato un po' più lungo, perché Paolo ha dovuto superare anni di "divano", ma con la sua pazienza certosina ha trovato lo stimolo giusto che l'ha definitivamente aperta. Abbiamo iniziato il nostro percorso insieme a novembre 2008 e oggi, aprile 2009, vederla esprimersi con la sua tranquilla sicurezza in un campo sconosciuto di fronte al giudice, superando brillantemente la prova di CAL2, è stata fonte di orgoglio immenso. Se riesco a farla dimagrire, ma lei fa resistenza passiva, più la metti a dieta meno si muove, proseguiremo nel nostro percorso di lavoro fin dove le nostre capacità ce lo permetteranno. Ho un solo cruccio, io per lei sono "il parco giochi", con me si diverte a lavorare e lo fa in modo egregio, ma il suo grande amore è e sarà sempre Stefano, ma d'altra parte tante grandi femmine si sono perse nell'amore per un maschio. Io mi accontento di averle fatto questo regalo per il suo sesto compleanno e per la sua futura ultima cucciolata: già campione riproduttore ora è riproduttore selezionato. Stefano Con Anouk ho sempre avuto un rapporto di amore odio; arrivava dopo Selma che sara' sempre il MIO cane, arrivava poco prima di Shake che sarebbe sempre stata la piccola di casa. Nonostante la mia miopia nei suoi confronti, mi ha sempre adorato, forse soffrendo per dover dividere le mie attenzioni con altre cane. Orgogliosa, fiera, sicura di se', determinata in tutte le sue manifestazioni, ma anche dolcissima ed affettuosa all'estremo. Una mamma eccezionale, un cane eccezionale, che finalmente dopo anni di attesa e grazie ad Elisabetta, ha la possibilita' di una nuova vita, meritata e piu' consona al suo essere, un cane completo, la quintessenza di quello che deve essere un Hovawart. Questo piccolo grande risultato allevia, in parte, il mio colpevole non aver compreso chi fosse Anouk. Adesso lo so, certamente. Grazie Elisabetta, grazie Stefano è un piacere sentir parlare di Anouk. Grazie Anouk per essere entrata nel nostro piccolo mondo. Grazie al giudice dott. Massimo Bochicchio e al figurante Marco Reale per la competenza e professionalità. La Stella Grigia augura un futuro pieno di soddisfazioni Barbara Tullio©
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