Ich habe Hund
marted́ 03 novembre 2009

Che in tedesco significa "io ho un cane", sapete quelle frasette che si imparano quando studi una lingua nuova, mbè in questo caso ho scelto questa lingua perchè in tedesco i sostantivi sono sempre maiuscoli e l'occasione richiede di applicare questa regolina anche all'italiano.

Per questa volta lascerò da parte la mia passione per lo studio e la ricerca di argomenti e aggiornamenti di "cose canine" o "caninamente applicabili", per parlarvi del mio unico e grande amore: Oceano.

Con lui, insieme a lui, abbiamo superato il test caratteriale per hovawart formulato dal paese di origine della razza, la Germania. Questo è un test tramite il superamento del quale i cani tedeschi e austriaci accedono alla riproduzione, non quella selezionata per quella ci vuole il superamento della korung, senza il superamento di questo test un cane non è abilitato alla riproduzione.

Di questo tipo di test, ne sono previsti tre:

NachZuchtBeurteilung (NZB) per cuccioloni, cani con meno di un anno di età

JugendBeurteilung (JB) per cani con meno di due anni

ZuchtTauglichkeitsPrufung (ZTP) per cani oltre i due anni di età

e, come già detto, tra l’altro abilitano il cane alla riproduzione.

Insomma, in Germania ed Austria una cosa assolutamente normale, anzi tutti tendono a fare questo tipo di prove, vuoi perchè per gli allevatori è una reale certificazione del loro lavoro, c'erano cucciolate intere a fare lo NZB, vuoi perchè i proprietari stessi vogliono la certezza che il loro cane sia certamente rispondente alle caratteristiche della razza. Da noi non è così e tralascio assolutamente di aprire polemiche in materia, non mi interessa, per il nostro allevamento parlano i fatti, come ha scritto Stefano.

Quindi quello che voglio fare è raccontarvi questa esperienza che abbiamo vissuto insieme intensamente Oceano ed io.

Tutte queste prove caratteriali sono studiate per proporre al cane situazioni stressanti che potrà superare anche, in certi casi solo grazie al rapporto stabilito con il suo bipede, quindi in realtà viene profondamente testato il binomio cane-proprietario, la costruzione di questo rapporto, tu umano non sei e non puoi essere avulso dal contesto del tuo cane, siete parte integrante uno dell'altro, perchè è proprio così che deve essere.

Si inizia con una completa verifica morfologica, il cane viene misurato in altezza e lunghezza e gli viene misurato il polso, si misura la larghezza e la profondità del petto, viene verificato il colore degli occhi e nel caso dei nerofocati la similitudine tra colore occhi e colore delle focature, si verificano la coda, lunghezza, vengono contate le vertebre che la compongono, e gli angoli anteriori e posteriori, segue poi una verifica del movimento per gli appiombi anteriori e posteriori e la fluidità del passo.

Si passa quindi alle prove di tipo caratteriale: iniziamo a giocare con il giochino preferito, nel nostro caso una pallina con la corda che suona, poi il giudice che sta verificando "come" il cane gioca con me, mi chiede di lanciare il gioco dentro un mucchio di bottiglie di plastica e il cane lo deve trovare. Non si esamina solo la capacità di discriminazione olfattiva, si esamina anche che il gioco sia proprio il suo, sia proprio quello con il quale normalmente si gioca; Oceano si è studiato le bottiglie di plastica e poi "zac" ha toccato il suo giochino... ok si può andare al prossimo esame.

L'esame successivo riguarda il "predatorio", ci chiedono di sostituire il guinzaglio  con una lunga fettuccia leggerissima, il giudice ci chiede di portarci ad un punto prestabilito del percorso e lì mi dice di lasciare libero Oceano: in quel momento una "volpe" (un pupazzetto tirato da fili tenuti molto da lontano) inizia a correre seguendo un percorso prestabilito e delimitato da pali (una specie di larghissimo "slalom"); Oceano la vede ed inizia a corrergli appresso a mò di fulmine, il giudice mi dice di corrergli dietro in modo da poterlo fermare alla fine del percorso della "volpe"; il mio bambino torna da me a richiamo e recupero la fettuccia-guinzaglione.

Così allegri ripartiamo per una nuova prova, il gioco con il "salamotto". Questo è un gioco che fai lanciando il salamotto al figurante che a sua volta lo tira di nuovo a te e il cane deve mostrarsi interessato al gioco, ad un certo punto il giudice mi chiede di tenere Oceano per il collare ed in quel momento il figurante scappa con il salamotto in mano in piena vista del cane. Il giudice mi da il comando di lasciare il cane, Oceano parte a razzo e con un salto afferra il salamotto tenuto alto dal figurante (che secondo me mica si aspettava un fulmine di 45 kg che gli arrivava alle spalle!), lo raggiungo e gli do il comando “seduto” e gli riattacco la fettuccia, così accompagnati dal “very good” del giudice andiamo verso la nuova prova.

Il giudice mi chiede di lasciarle il guinzaglio e di andare a nascondermi al centro di un gruppo di persone, quando sono dentro devo chiamare il cane e lui mi deve trovare, semplice penserete voi! Eh no invece, perché dopo che ho chiamato Oceano, che ovviamente ha visto dove ero, quando lui è a due metri dal gruppo che gli da le spalle, improvvisamente tutti si girano verso di lui con un saltello… attimo di perplessità da parte di Oceano, poi “ma che mi frega a me! Mamma è lì dentro!” ed entra sbaragliando gli “avversari” che lo separano da me e dopo che mi ha trovato inizia a studiarsi il gruppo scodinzolando, altro test superato.

Da lì ripartiamo per un percorso a “ostacoli”, il giudice mi dice di lasciare la fettuccia e per prima cosa fanno cadere all’improvviso una catena su una lastra di metallo, Oceano fa un saltello e si blocca, mi dicono di andare alla fonte del rumore e poi chiamare il cane per mostrarglielo, lo faccio e Oceano viene subito a fare le sue verifiche, grande soddisfazione da parte del giudice, ma io mica capisco il perché… andiamo avanti e da dietro un nascondiglio a tre metri dal cane qualcuno spara in sequenza due colpi di pistola (a salve ovviamente), Oceano si gira e si ferma al primo, guarda e prosegue, al secondo colpo solleva appena la testa.

Lo riprendo e il giudice ci accompagna verso un nuovo punto prestabilito, Oceano si guarda intorno “mamma che si fa ora?”, eh che si fa… mica lo so io che succede, però qualunque cosa succeda non ti preoccupare patatone, siamo insieme… ed ecco che da dietro gli alberi compare una figura mascherata che si muove con fare guardingo, Oceano la guarda per un po’ poi decide che non è pericolosa e se ne disinteressa, nel frattempo il giudice mi spiega che devo andare dalla figura mascherata e devo salutarla e togliere il cappello invitando nel frattempo Oceano a venire a conoscerla, lo faccio ed Oceano non mostra alcuna titubanza ad annusare lo strano personaggio.

Ci portano ad un nuovo punto prestabilito, Oceano è tranquillo, iniziano a far arrivare una slitta con un pupazzo coi campanellini, il movimento è lento ed alternato, su comando del giudice, a momenti di stasi, ad Oceano sta cosa proprio non gli piace, ringhia, mostra i denti, mi gira intorno da dietro cercando diversi punti di osservazione che lo innervosiscano meno, ma niente questa brutta cosa continua a venirci incontro in linea retta, ad un metro da me il giudice la fa fermare e mi invita a presentarla ad Oceano, lui arriva subito, ci gira intorno, la tocca col naso. Superata.

Riprendiamo il nostro percorso ed improvvisamente qualcuno tira su un manichino mentre passiamo, stavolta Oceano si spaventa e fa un bel salto indietro, il giudice mi invita ad andare dal manichino e farlo conoscere ad Oceano che arriva, gli mostra i denti e lo tocca col muso. Anche questa è fatta!

Così combinati partiamo per la nuova prova: la difesa del conduttore.

Il cane deve rimanere fermo in un punto (lo tengo al guinzaglio, il nostro adesso non la fettuccia) e deve reagire alla minaccia del figurante verso di me. Il figurante esce da un nascondiglio molto lontano e con aria minacciosa ed il bastone in mano si avventa correndo verso di noi (anche lui in realtà ha un punto specifico oltre il quale non deve andare), Oceano lo vede, si pianta sulle quattro zampe ed inizia ad abbaiargli, non si ferma se non quando lui si ferma ed io lo richiamo a me, torniamo indietro e Oceano ancora lo osserva, lo tiene sotto controllo, si forma un gruppo di persone nelle quali c’è anche il figurante, Oceano adesso è libero e io devo andare nel gruppo di persone: mamma stavolta mica ti perdo di vista sai! Entro nel gruppo e lui è già lì con me, annusa tutti, fa gli occhiacci al figurante (bada a cosa fai tu!) e mi salta in collo.

Fine della prova di ZTP, sono frastornata, non capisco che succede, il pubblico sta applaudendo, il giudice ci chiama verso il pubblico e spiega per filo e per segno cosa ha visto e come ci ha giudicato, una mia amica traduce dal tedesco e io sento a pezzi, capisco a pezzi: un giovane hovawart al naturale, uno splendido rapporto di fiducia reciproca, un cane equilibrato, ben motivato e ben condotto. ZTP superato.

È finito?

Abbiamo finito?

Oddio Oceano abbiamo finito! Siamo stati promossi!

Non c’è niente altro da spiegare, chi capisce ha già capito.

Ich habe Hund

E. Rombolà

Ultimo aggiornamento ( marted́ 03 novembre 2009 )
 
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