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CAL 2 per Hovawart PDF Stampa E-mail
martedì 20 ottobre 2009

Due strane creature si aggirano nel campo di gara. Cosa saranno?... Golden retriever?... no, troppo alti, e poi di quel colore… Setter Gordon?... ma che dici, non vedi che non hanno la testa squadrata e al contempo tondeggiante… beh non vorrai mica insinuare che sono rottweiler?... a pelo lungo?... basta con le supposizioni e chiediamolo ai loro conduttori.
Sono Hovawart.
Già non è facile incontrare soggetti di questa razza in giro per la città, chi se lo sarebbe aspettato poi, di vederli in una gara di lavoro!... e invece, gli Hovawart, sono cani appartenenti al gruppo ‘cani da utilità e difesa’.
A presentarli è un allevatore: Stefano Lovati, titolare dell’affisso ‘Mare d’inverno’.
Fino ad oggi, i suoi grandi successi li aveva avuti nelle esposizioni, primeggiando davanti a nomi, forse, più noti del suo. Dopo oggi, sarà facile parlare di Stefano, non solo per quel che riguarda il mondo della bellezza.
Oceano e Jaminamaredinverno, superano la prova C.A.L. 2 dimostrando quelle doti caratteriali che distinguono i cani equilibrati.
Quale occasione migliore di questa per chiedere informazioni sugli Hovawart?... abbiamo fatto a Stefano e alle conduttrici di Oceano e Jamina alcune domande.


Stefano, quando nasce l’Hovawart?
L'hovawart ha origini antichissime, se ne hanno tracce risalenti gia' nel 1200 sia su riproduzioni pittoriche che su scritti anche addirittura in campo legale. La razza e' passata nei secoli attraverso due importanti ricostruzioni quando stava per estinguersi. Nell'opera di ricostruzione, i cinologi tedeschi hanno lavorato in modo da arrivare ad avere quanto piu' possibile lo stesso cane del medioevo.Di fatto la razza e' stata riconosciuta tale dalla FCI nel 1964 a conclusione dell'ultimo lavoro di ricostruzione ad opera di un cinologo tedesco di nome Koenig. Successivamente e' stata la 7° razza riconosciuta da Utilita' e difesa.

Quali sono le caratteristiche che lo distinguono?
La caratteristica fondamentale, quella su cui tanto hanno lavorato i tedeschi, quella su cui ancora oggi e' posta un'attenzione assoluta, privilegiandola anche agli aspetti morfologici e' l'assoluto equilibrio caratteriale. L'hovawart e' un cane da utilita' e difesa e come tale e' dotato di notevole carattere e personalita', e' un cane potente e agile insieme; tutte doti che senza una corrispondenza di equilibrio caratteriale, rischierebbero di rendelo un cane problematico se finisse in mani sbagliate. E' un cane dotato di una certa "autonomia gestionale" che gli consente anche decisioni autonome in caso di bisogno, un gran pregio a mio avviso, ma anche questo potrebbe portare problemi se il cane non fosse equilibrato e ben gestito. E' un cane che matura tardi e molto lentamente, rimanendo un "adolescente" a lungo. Sempre presente alla propria famiglia ama condividerne ogni minimo istante anche in attivita' non proprio canine. E un cane innegabilmente bello, per questo, le richieste di cuccioli stanno aumentando. Sicuramente non e' un cane per tutti e purtroppo c'e' chi sta cercando di renderlo piu' simile ad un golden retriever , stravolgendone il carattere, Del resto c'e' chi fa selezione e chi pensa a vendere cuccioli.

Quando hai deciso che l’Hovawart sarebbe stato il tuo alter-ego canino?
Un giorno di qualche anno fa, ad una esposizione di bellezza. Ci ero andato apposta per vederne dal vivo perche' quella razza mi attirava inconsciamente dal profondo. Conobbi, in quella occasione tre soggetti e di entrambi mi colpirono la tranquilla serenita' e sicurezza che emanavano, restai affascinato dai loro sguardi, limpidi, sinceri, senza filtri, un mondo da esplorare. Quando poi il primo esemplare di questa razza entro' in casa mia, si instauro' un rapporto talmente profondo che esulava dal normale rapporto uomo cane. Ci sono altre razze che mi piacciono, ma nessuna che mi dia sensazioni di "affinita' elettiva" come l'hovawart.

Chi ti conosce da tempo, sa che hai messo tutto te stesso nell’allevamento, che allevi con l’anima, questo vuol dire ‘Mare d’Inverno’ rappresenta la tua personalità?
A me piace pensare che "mare d'inverno" non sia solo un affisso o se vogliamo, un cognome da dare ai miei cani, per me e' una specie di filosofia e sicuramente si, mi rappresenta, forse molto piu' di come sono nella vita di tutti i giorni. Di certo non ci saranno mai accomodamenti o compromessi nel mio modo di allevare e selezionare, sarebbe un' affronto verso tutti i miei cani, verso i quali ho un rispetto assoluto e per i quali sento una grande responsabilita', due cose che nel mondo cinofilo mancano sempre di piu'. Sono spesso additato come quello polemico o controcorrente, o ancora come quello che si tira indietro. Io faccio semplicemente la strada che ritengo giusta, se non coincide con quella altrui, pazienza.

Un sogno nel cassetto
Non ho grandi sogni, e non sono particolarmente ambizioso. Diversi desideri che avevo si sono avverati, grazie anche a alcune persone splendide che mi accompagnano in questa avventura. Di certo vorrei una maggiore cultura cinofila che permetta di rendere piu' rispettati e tutelati i cani in genere, ma temo questa sia un'utopia piu' che un sogno. L'unico vero sogno e' quello di essere in grado di fare andare sempre d'accordo tutti i miei cani.

 

Elisabetta, come hai conosciuto l’Hovawart?

Grazie a Stefano, naturalmente. Come molti, era una razza che non conoscevo affatto, ma parlandone con lui, sentendo il suo entusiasmo mi sono prima incuriosita, poi sono rimasta affascinata.

Cosa ti affascina degli Hovawart?

La prima volta che ho incontrato Shake di persona mi ha colpito, oltre l'indubbia bellezza estetica, sono cani costruiti nel rettangolo ed estremamente proporzionati, dicevo, mi ha colpita la flemma "britannica" con la quale affrontava gli eventi che la circondavano, condita da una dose di "ironia" assolutamente fuori dal comune anche per molti umani. Non sono in grado di fare una generalizzazione, ne conosco ancora troppo pochi, ma devo dire che quelli che conosco bene hanno tutti questa spettacolare caratteristica di equilibrio che emerge in modo prorompente su tutto, è il loro modo di affrontare le cose.

Cosa ti affascina di Oceano?

Mi sono letteralmente innamorata di lui al primo incontro, mentre portava a spasso la persona che stava incautamente all'altro capo del guinzaglio, ignara di CHI la stesse portando a spasso ed ignara soprattutto del fatto di essere portata a spasso da un cucciolino di 2 mesi e mezzo. Di Oceano mi affascina la passione che mette nelle cose che fa, il suo essere in grado di tirare fuori il meglio di me, il suo sapere che posto occupa nel mondo, la sua cautela nell'affrontare nuove situazioni. Scavando dentro di me sono certa che l'elenco si allungherebbe a dismisura, ma riassumo, per la gioia di tutti!, lui è il mio cane-amore.

Sei nel mondo dei cani da alcuni anni, hai conosciuto molte persone che vivono alla periferia della cinofilia (e ci vivono bene da quel che dicono!), qual è stata la molla che ti ha fatto fare il salto su un gradino superiore?

La periferia va bene per i periferici ed io non lo sono, ma soprattutto non lo è Oceano. In realtà non ho una lunga storia di cinofila alle spalle, ma da subito mi son resa conto che i miei cani hanno esigenze che solo io ho il dovere di soddisfare. Mi son messa a cercare di capire (studio, osservazione, tante domande per le quali mi son dovuta trovare le risposte) ed è stato un lungo percorso, alla fine del quale, confusamente, mi son resa conto che per far star bene i cani (certi cani, i miei cani) non basta la passeggiatina o lo sport che piace a te o nel quale molti pensano di realizzarsi costringendo per questo i loro cani a far cose abominevoli, ma devono lavorare sfruttando quello per il quale sono stati selezionati, altrimenti una loro parte determinante (geneticamente predeterminata) non è che viene sopita per il "non uso", ma cerca realizzazione attraverso altre strade ed ecco che spuntano cani che fanno danni, per esempio.

E poi vuoi mettere la meravigliosa sensazione che ti prende quando vedi il tuo cane fare la cosa per la quale è stato selezionato? Una sorta di emozione reverenziale.

Così, sulla immensa scorta degli errori fatti, quando è arrivato Oceano mi sono detta: è un cane da utilità, farà utilità!

E se io non sono in grado?

Mbè dovrò essere all'altezza del mio cane...

Non so se riuscirò mai ad essere alla sua altezza, lui è veramente un grande e lo dimostra in tutte le occasioni, di certo ce la metterò tutta per farlo arrivare dove merita.

Oggi sei alla prima esperienza di una prova di lavoro. Emozionata?

In realtà si molto, ma mi piace affrontare le cose con Oceano, lui è una garanzia.

Prima di entrare nel ring, cosa ti sei detta?... cosa hai detto ad Oceano?

Se fosse traducibile in parole, il dialogo sarebbe stato:

Allora? che dici? siamo pronti?

Si si mamma, tranquilla! non vedo l'ora di entrare là dentro!

Lo so, ma farai il bravo? O come al solito mi farai arare il campo con i tacchi delle scarpe?

Ma mamma! non è quello l'importante!

Per ora non lo è, farai il bravo?

Dai! Dai! Eccoci! tocca a noi! Andiamo andiamo andiamo!

Appena uscita dal ring, dopo aver superato la prova di C.A.L.2, qual è stato il tuo primo desiderio?

Un desiderio realizzato, ho abbracciato Oceano.

Un sogno nel cassetto?

Oceano in IPO3, poi almeno una gara nella quale fare punteggio. Dopo di che vedremo cosa ci proporrà il panorama e cosa soprattutto ci andrà di fare.

 

Laura, come hai conosciuto l’Hovawart?

Grazie a Stefano, è stato tramite le sue parole e i suoi racconti che ho cominciato pian piano a conoscere e interessarmi alla razza, poi quando ho avuto la fortuna di poterli vedere dal vivo è scattato il vero e proprio innamoramento per gli hovawart!

Cosa ti ha portata a scegliere una femmina di Hovawart come compagna di lavoro?

La scelta è ricaduta su una femmina perché pensavo che per me sarebbe stata più semplice da gestire, fu il sesso consigliatomi anche dall'allevatore, e almeno per ora, ho una preferenza per le femmine.

Cosa ti affascina di Jamina?

Essendo la mia "piccolina" mi verrebbe da dire tutto ma in particolare, la sua giocosità, la sua esuberanza, il suo " perdonarmi" alcuni dei miei errori, la sua voglia di lavorare.

Oggi sei alla prima esperienza di una prova di lavoro. Sappiamo che sei un tipo emotivo, cercherai di camuffare l’ansietà per la situazione, con il grande amore che nutri per Jamina, sperando di non innervosirla, o ti cullerai nella speranza che Jamina dimostri il suo carattere a prescindere da te?

Avrei dovuto e voluto nascondere il mio nervosismo e la mia ansia, proprio per l'amore che nutro per lei, ma ho fallito.
Jamina è stata bravissima nonostante me, e ha dimostrato tutto da sola.

Appena uscita dal ring, dopo aver superato la prova di C.A.L.2, qual è stato il tuo primo desiderio?

Il primo desiderio? Complimentarmi con la mia piccola, tante feste se le meritava tutte!

Un sogno nel cassetto?

Acquistare sicurezza, dote in cui sono molto carente, migliorerebbe anche il rapporto che ho con Jamina.

 

Stefano vuoi dire qualcosa alle tue ragazze?
Quello che dico sempre a me stesso: Cercare sempre di essere all'altezza di meritare un hovawart come compagno di vita. Alle mie ragazze canine invece chiedo di aver pazienza nei confronti di un umano non sempre all'altezza ma che vive per loro.

Grazie a Stefano, ad Elisabetta e a Laura per l’intervista, per averci presentato gli Hovawart sotto un profilo tecnico ed uno sentimentale.

Barbara Tullio©

 
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