28 febbraio 2014

ALLEVARE CON LA DM

di Elisabetta Rombolà

Articolo realizzato per il “Progetto Nebbia” di Hovawart Club Italia

Buon giorno a tutti, proseguiamo a parlare del “Progetto Nebbia”, sulla Mielopatia Degenerativa nella razza hovawart in Italia. Usiamo parole e concetti d’uso comune, così possiamo essere comprensibili a tutti e non solo a chi è più dentro la materia. Come già sapete, dalle NewsLetter precedenti e dall’incontro del 19 gennaio, l’obiettivo dello studio, in parole povere, è quello di scoprire:

 

  1. Abbiamo hovawart in Italia che al test genetico risultino DM/DM (alto rischio di manifestare la malattia)?

  2. Ci sono cani che presentano sintomi compatibili con la malattia?

  3. Cosa facciamo per salvaguardare la salute della razza?

 

La risposta alla prima domanda è SI, li abbiamo, lo studio che stiamo portando avanti ci dirà in che percentuale sono i cani DM/DM (alto rischio di manifestare la malattia) – DM/n o n/DM (portatori sani) – n/n (non presentano la mutazione).

 

Anche la risposta alla seconda domanda è SI, c’è un cane che presenta tutti i sintomi compatibili con la Mielopatia Degenerativa, due cani già deceduti che presentavano sintomi compatibili, ma per i quali non sono stati eseguiti gli esami istopatologici di conferma post mortem (autopsia con esame mirato dei tessuti interessati), altri, numero non definito, che potrebbero presentare gli stessi sintomi e per i quali ci auguriamo che i proprietari si presentino spontaneamente ai ricercatori.

 

La risposta alla terza domanda è un po’ più complessa, ma cercherò di essere chiarissima.

Il Club si sta spendendo nei confronti di questa malattia perché è mortale, ad oggi non c’è cura, a livello mondiale siamo ancora nella fase di scoprire da cosa è determinata questa malattia, perché a volte si manifesta ed altre volte no, colpisce il cane già anziano e colpisce profondamente il suo Amico di Pelo nei suoi affetti più profondi, dopo tanti anni hai sviluppato un rapporto con il tuo cane che mai e poi mai lo vorresti vedere ammalato ! E nel medio-lungo termine rischia di abbassare percentualmente la longevità della razza.

Come già detto, abbiamo predisposto un percorso guidato di aiuto e solidarietà per i proprietari dei cani che presentano sintomi compatibili con la malattia, perché ancorchè sia assodato che il cane non soffre, non ha dolore di nessun tipo, vederlo debilitarsi progressivamente, ci può portare ad intraprendere strade inutili, costose e strazianti per l’avvicendarsi di speranza e disperazione.

Il percorso prevede la presa in carico del cane da parte del prof. Gandini per le visite neurologiche, il test (laboratorio convenzionato con il Club “Genefast”), analisi del sangue, risonanza magnetica (è in corso di perfezionamento una convenzione per i soci con la clinica “I Portoni Rossi”), autopsia ed eventualmente ceneri (prezzo non convenzionato). 

A cosa serve questo percorso?

A sapere cosa fare e dove andare a farlo ed inoltre, non meno importante, contribuire in questo modo alla ricerca.

Poi c’è l’aspetto prevenzione.

Fino a pochi anni fa non sapevamo nulla di questa malattia e, speriamo pochissimi, cani tra gli 8 e i 10 anni potrebbero presentare sintomi compatibili, ma a partire da oggi sappiamo, non nascondiamo la testa sotto la sabbia ed affrontiamo il problema come va affrontato, ricerca e prevenzione.

 

In cosa consiste la prevenzione?

Consiste innanzi tutto nel far testare tutti i riproduttori e seguire delle linee guida che al momento sono basate “common sense genetico”, ovvero sulle indicazioni base della genetica.

La seguente tabella è frutto di questo “common sense genetico” e presenta tutti gli accoppiamenti possibili, alcuni dei quali sono consigliati in quanto mirano a ridurre il numero di cani DM/DM e altri fortemente sconsigliati in quanto non tengono conto della presenza dell’allele mutato.

 

Suggeriamo a tutti coloro i quali vogliono fare una cucciolata, allevatori o meno, di seguire queste indicazioni di allevamento. Quando sarà finita la prima parte della ricerca sapremo se confermare queste indicazioni o aggiustare il tiro, ma fino ad allora sarebbe veramente opportuno seguirle.

 

Altrettanto auspicabile sarebbe conoscere i risultati dei test eseguiti sui riproduttori, come si capisce chiaramente dalla tabella, non è escluso nessun riproduttore, bisogna solamente fare degli accoppiamenti mirati, che francamente non è un grande sforzo, così come chi si ritrovasse con tutti o qualcuno dei riproduttori risultato DM/DM al test, non è da criminalizzare o deve smettere per questo di allevare, l’allevamento non è fatto solo di mielopatia degenerativaSI/mielopatia degenerativaNO, l’allevamento valuta e comprende molti più aspetti, caratteriali e morfo-funzionali che sono alla base dell’allevamento stesso e la presenza di questa malattia deve essere valutata da colui che decide di fare una cucciolata, alla stessa stregua degli altri caratteri per i quali sceglie un determinato riproduttore piuttosto che un altro. Perché si alleva per somma di pregi, non per sottrazione di difetti, è bene ricordarlo.

 

Quindi, a coloro che ci accusano di fare “terrorismo” rispondiamo NO! 

Proponiamo di fare PREVENZIONE, così come non si dovrebbe volere una coda portata male, un carattere timoroso, un’orecchia storta o una displasia dell’anca grave, ugualmente non vogliamo la mielopatia degenerativa.

 

E’ vero ci sono anche altre malattie da prendere in esame, ma questa è mortale e come già più volte sottolineato, colpisce il cane anziano e gli affetti di coloro che con lui hanno scelto di vivere, per cui ci sembra importante.